Zannini

Campierti Falerno del Massico Primitivo DOP

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Vino famoso fin dall'antichità, il Falerno era prodotto nel ristretto ager Falernus sito in Campania settentrionale. Ne parlano, dal II secolo a.C. fino alla caduta dell'Impero Romano, i massimi scrittori romani dell'antichità. Il primo fu Catullo in epoca repubblicana a celebrarne le lodi. Pregnante è la scritta ritrovata a Pompei ove diceva : «Edone fa sapere: qui si beve per 1 asse; se ne paghi 2 berrai un vino migliore; con 4 avrai vino Falerno» (CILIV 1679).
Petronio Arbitro racconta che durante la famosa cena di Trimalcione gli haustores, (gli antichi sommeliers) servirono un Falerno vecchio di 100 anni, Tibullo (nunc mihi Gumosus veteris proferte Falernos - pregava di avere subito una coppa di Falerno, vecchio e affumicato. ) ed inoltre altri illustri scrittori Romani come: Cicerone, Varrone, Virgilio, Orazio, Strabone, , Tito Livio, Plinio il Vecchio, Marziale, Giovenale, Gallieno e tanti altri.
La leggenda vuole che il dio Bacco, per ricompensare l'ospitalità ricevuta in queste terre dal contadino Falerno, gli fece dono di questo straordinario vitigno. Questa è la ricostruzione di Silvio Italico: "Bacco, sotto mentite spoglie, chiese ospitalità al vecchio Falerno; commosso dalla sua generosità fece nascere sulla pendici del Monte Massico viti lussureggianti" .
Veniva conservato in apposite anfore di terracotta, prodotte in antiche fornaci ancora presenti sul territorio, chiuse da tappi (pittacium), con una targhetta che indicava l'annata. I Romani lo degustavano nei lussuosi banchetti, per festeggiare i trionfi in guerra. Tali anfore contenevano circa 26 litri del prezioso vino, l'equivalente del valore di uno schiavo. Anfore bollate contenenti il prezioso Falerno sono state rinvenute in Alessandria d'Egitto, Cartagine, in Bretagna e in Spagna.

Vitigni: Falerno del Massico Primitivo DOP

Ubicazione vigneto: Vigneti situati nel comune di Falciano del Massico (CE) località “Campierti”. Terreni ricadenti nell'area di produzione Falerno del Massico DOP

Terreno: argilloso-calcareo

Esposizione: Sud-Sud Ovest.

Sistema di allevamento: guyot rinnovabile

Densità: 3500 ceppi/ha

Vendemmia: metà settembre

Fermentazione: macerazione medio lunga in acciaio, raccolta a mano delle uve, vinificazione in rosso a temperatura controllata.

Affinamento: 9 mesi in acciaio, passaggio breve in barriques, affinamento 6 mesi in bottiglia

Caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino media intensità tipico primitivo, al naso si percepiscono profumi frutta rossa matura, al palato il vino si presenta di medio volume con tannini morbidi e levigati che ben equilibrano l’alcool 15% vol.

Abbinamenti: ottimo se abbinato a carne e formaggi stagionati

Annata: 2016